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Olio extravergine di oliva Umbria DOP: cinque territori, un’identità

L’Olio Extravergine di Oliva Umbria DOP rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della produzione olivicola regionale. La denominazione, istituita con il Regolamento CE 2325 del 24 novembre 1997, valorizza un prodotto fortemente legato al territorio e alle sue diverse condizioni ambientali e di coltivazione. Il disciplinare di produzione individua cinque aree: Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli Amerini, Colli del Trasimeno e Colli Orvietani. Una suddivisione che racconta la varietà del paesaggio olivicolo umbro e che si riflette anche nella composizione varietale degli oli.

Le cultivar della DOP Umbria

Il Moraiolo è una delle cultivar centrali della denominazione e ricorre in tutte e cinque le sottozone, con percentuali minime differenti a seconda del territorio. Accanto al Moraiolo trovano spazio varietà come Leccino, Frantoio e, nelle diverse aree, cultivar specifiche previste dal disciplinare. Nella DOP Umbria-Colli Assisi-Spoleto, ad esempio, il Moraiolo deve rappresentare almeno il 60%, mentre Leccino e Frantoio possono concorrere fino al 30%, con la possibilità di utilizzare altre varietà entro il limite massimo previsto del 10%. Nei Colli Martani il Moraiolo deve essere presente per almeno il 20%, mentre S. Felice, Leccino e Frantoio possono concorrere complessivamente fino all’80%. Nei Colli Amerini, invece, il Moraiolo deve raggiungere almeno il 15%, affiancato da Rajo, Leccino e Frantoio. Anche il territorio del Trasimeno presenta una composizione specifica: Moraiolo e Dolce Agogia devono essere presenti per almeno il 15%, mentre Leccino e Frantoio rappresentano almeno il 65%, con la possibilità di inserire altre varietà entro i limiti stabiliti dal disciplinare. Infine, nella sottozona Colli Orvietani, il Moraiolo deve essere presente almeno al 15%, il Frantoio può concorrere fino al 30% e il Leccino fino al 60%, sempre nel rispetto delle percentuali previste dal disciplinare.

Cinque zone, una denominazione

La caratteristica della DOP Umbria è dunque quella di mettere insieme un’identità regionale comune e, allo stesso tempo, le peculiarità dei singoli territori. Le cinque sottozone rappresentano infatti differenti contesti di produzione e prevedono specifiche combinazioni varietali. Conoscere la DOP Umbria significa quindi conoscere anche la geografia dell’olivicoltura regionale, dai Colli Assisi-Spoleto ai Colli Martani, dagli Amerini al Trasimeno fino agli Orvietani. Un patrimonio nel quale territorio, cultivar e tradizione produttiva sono strettamente collegati e concorrono a definire l’identità dell’olio umbro.